Quante volte ci siamo sentiti dire la frase “Conosci te stesso”? Ma che cos’è la coscienza?
Da animali con puro istinto siamo diventati uomini con capacità pensante.

Artist: Chrissy Angliker

@avant.arte
Ma cosa è cambiato realmente in noi?
Questa mente nuova, la mente di un animale diverso, oggi si chiama ‘coscienza umana’.
L’uomo imparò a tradurre i suoi pensieri in parole, ponendosi il problema della loro origine e, non sapendo cosa fossero gli istinti, ne dedusse che forze esterne comandavano le menti. Non avevano origine divina queste forze, ma venivano chiamate ISTINTI.
Come un neonato che per istinto inizia a nuotare in acqua, come una rondine spicca il volo appena abbandonato il suo nido per la prima volta, sapendo già come seguire le correnti d’aria volando.

L’istinto è insito in ognuno di noi. Anche noi adulti facciamo molte cose con il pilota automatico inserito.
Siamo in grado di guidare e raggiungere una destinazione mentre pensiamo ad altro, mentre parliamo al telefono o con un amico accanto e tante altre cose.

Questa parte della mente  analizza il mondo esterno con il pensiero linguistico in modo attento e concentrato, è la sede della coscienza nell’essere umano.

Siamo rivestiti da un involucro di pelle, siamo pieni di idee, di desideri e di emozioni.
Se interroghiamo noi stessi sul significato di coscienza, definiremo l’accesso introspettivo agli stati mentali.
Non vi sono dubbi, ma la sensazione di esserci è viva e presente in noi. Per Cartesio è proprio il dubbio la prova essenziale di essere coscienti.

Tuttavia la coscienza non è descrivibile a parole. Qualcuno la definisce un mistero, così come la vita. Per altri è un’illusione, anche se necessaria;
Il Prof. Di psicologia Nicholas Humphrey, lo ha spiegato con una metafora che paragona la coscienza al visitatore di una galleria d’arte, in cui l’artista che espone le sue opere è il nostro stesso cervello.

Potremmo paragonare la nostra esperienza soggettiva del mondo alla visita a una galleria d’arte, in cui l’artista che espone le sue opere è il nostro stesso cervello.””

 

L’essere umano crede in una realtà che scopre essere illusoria, vuota. Questa scoperta non è però accessibile a chiunque e né il saggio, né il poeta, né l’artista possono comunicare la reale essenza delle cose agli altri uomini, che continuano così a vivere “tra le ombre”, nell’illusione della verità. Non è dunque frustrante sapere che la “realtà” in cui si vive non è realtà? È forse meglio continuare ad illudersi di conoscere il vero?

Anche nell’arte sono presenti tali domande…

Magritte è uno degli artisti che non lascia mai indifferente lo spettatore. Affronta la “realtà” creando situazioni impossibili e paradossali, cattura l’immaginazione creando meraviglia e una sensazione di perenne inquietudine.
Nei suoi quadri non va ricercato un significato simbolico, infatti non si definisce un simbolista e afferma:

 

“La gente che cerca significati simbolici è incapace di cogliere la poesia e il mistero intrinseci all’immagine. Certo lo sente, questo mistero, ma vuole liberarsene. Ha paura. Chiedendo ‘che cosa significa?’ esprime il desiderio che tutto sia conoscibile.”

In realtà ci sono tanti interrogativi a cui non possiamo attribuire delle risposte logiche e il nostro inconscio può vedere le cose da una prospettiva diversa.
Magritte è un artista del mistero, che si spinge in profondità, nella psiche e nell’inconscio.
Non valorizziamo dunque le risposte, ma le domande che ogni giorno ci poniamo e scaviamo dentro di noi per fare un salto nel buio.

“Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici… non è fortuna, è arte allo stato puro.”