Personaggio biblico, eroina del popolo ebraico e la forma femminile di Giuda.

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Giuditta è la protagonista che ha dato ispirazione per la realizzazione della mostra d’arte presente alla Galleria Vento Blu di Polignano a Mare fino a fine Gennaio, intitolata:

“Giuditta , antichi e nuovi ritratti di donna , tra grazia e giustizia”.

La figura femminile è sempre stata fonte di ispirazione per la creazione di opere d’arte.

Facendo un viaggio nel tempo tra neoclassicismo e romanticismo, ci imbattiamo in alcune donne dell’epoca che denotano grazia e potenza, ispirando la carriera di molti artisti.
E’ presente una collezione privata con opere di grandi artisti come Jean-Baptiste Greuze e Jean-Etienne Liotard che riportano ad antichi profumi e colori.

Sempre di epoca ottocentesca ritroviamo “Ritratto di donna” di Gioacchino Toma, pittore di origini pugliesi, con formazione napoletana e precursore della pittura pugliese, “Donna Annunziata” di Michetti e Giuseppe De Nittis con un ritratto della moglie Leontine.

Tornando nel nostro tempo, ad un approccio più contemporaneo, incontriamo Severino del Bono che nelle sue opere raffigura esclusivamente donne a cui copre sempre gli occhi, poiché ci negano il loro sguardo, celandolo al di là di una barriera artificiale.
Sicuramente dietro questa ironia, data anche da un accenno a Pop Art e Surrealismo, si nascondono anche tematiche drammatiche e turbamenti della donna nella società odierna.
Una luminosità e un mistero che evidenziano che non sempre ciò che appare è ciò che realmente è.
Dietro gli occhi chiusi c’è un aprirsi al dentro.

L’arte non è scontata e nell’ ottica del recupero di materiali , l’artista Roberta Savelli ha dipinto su garza le proprie donne, sottolineando una non convenzionalità della pittura.
Questa mostra ha dato spazio ad artisti che usano tecniche contemporanee ed esprimono con innovazione il loro punto di vista.

E’ il caso dell’artista Pamela Campagna che ha rappresentato la donna in intrecci di fili. Nella maestosità dell’opera “The big knotting” ha messo insieme fili di diverso colore annodati che disegnano il volto di una donna.

La donna nel tempo é sicuramente cambiata, così come è cambiato il suo modo di relazionarsi.

In “Network” si intravede, in una ragnatela di fili, una donna connessa al mondo, in una rete del web in cui i fili sono proprio la connessione con il resto.

I giochi di prospettive non smettono di stupire e in “Double Exposure” appare un volto che da l’idea della tridimensionalità e ci proietta nella sua stessa ombra che crea una doppia esposizione, come a voler ribadire il concetto che lei è lì a guardarci con occhi che ci inseguono in qualsiasi punto noi andiamo, ricordando la Gioconda.
Vivendo in un mondo fatto di caos e rumori, l’artista ha deciso di rappresentare un rumore bianco in “White noise”; dei chiodi bianchi disturbano con la propria ombra la calma del bianco.

“La voce si espande alla velocità del suono, il rumore alla velocità della luce”

L’arte, attraverso il silenzio, riesce a trasmettere emozioni che la sola parola non darebbe.
Riusciamo a vedere l’ombra del reale attraverso i giochi di profondità di Giorgio Tentolini in “Elementi per una teoria della jeune-fille”, opere create con 10 reti in metallo intagliate a mano e annodate.

In questa mostra sarete intrappolati in una ragnatela che non avete tessuto e di cui siete soltanto un filo, ma vibrerete con la grazia della vostra anima!