LORENZO BE BASSOTTI

Nel corso della nostra vita non sappiamo cosa diventeremo e molte volte trascorriamo il tempo con gli abiti e le abitudini di un’altra persona.

Vi è un momento in cui il cambiamento diventa fondamentale per superare la noia, lo stress e le frustrazioni, acquisendo il coraggio di ri-diventare se stessi.Insite in ognuno di noi esistono delle passioni, magari non coltivate per mancanza di tempo o per paura. E’ possibile imparare tutto, poiché bravi si diventa ma artisti si nasce. E arriva un punto di svolta in cui negarlo sarebbe contro natura.

Tra le varie avventure da ricordare vi è quella di un uomo stanco della routine, che a 40 anni ha deciso di dare più valore al suo tempo, decidendo di vivere anziché sopravvivere.

La creatività ha preso il sopravvento, trasformando un magazziniere nell’artista che ha sempre dormito in lui, dando vita ad un artigiano del riciclo creativo.
Lorenzo Be Bassotti ha ideato “Be-Recycled”, illuminando ogni oggetto dimenticato nelle cantine o nei mercatini milanesi, cambiando la funzione d’uso da “vecchi oggetti” a pezzi di design unici.

La ricerca è la chiave che lo porta a scoprire che nel settore dell’illuminazione non vi è moda o serialità, ma solo punti di vista differenti di vedere luci e ombre, dando nuova vita agli ambienti.

Immaginando di essere nel suo laboratorio, è nata spontanea la voglia di entrare a far parte del suo percorso sensoriale e conoscerlo nel profondo del suo essere semplicemente “Lorenzo”.

Come ti definisci?

Potrei definirmi un “visionario”. Dentro di me c’è un visionario, vedo le cose come se fossero visioni. Ho l’occhio più lungo rispetto ad altre persone e nonostante io non sia una persona del settore, senza studi accademici, ho raggiunto degli obiettivi con la ricerca e la pratica costante.

In relazione al cambiamento da te affrontato, nel tuo percorso di vita, che valore hai dato e dai al tempo?

Su una scala da 1 a 10, se potessi darei 11 come valutazione. Il tempo è una cosa importantissima. Se dovessi definire il tempo direi che “sono tutti i momenti persi”. Più tempo hai e più cose hai da vivere.

Mi parlavi di sensorialità e di come utilizziamo più alcuni sensi rispetto ad altri. Il concetto principale di cui parli sono le luci e le ombre, qual è il senso che ti rappresenta di più?

La vista senza ombra di dubbio. Se non l’avessi dovrei sviluppare sicuramente altri sensi. Non oso immaginare come potrebbe essere la mia vita senza “vedere”.
Vorrei coinvolgere le mie figlie in questa scoperta perché loro ogni giorno mi insegnano molto, ma i bambini di oggi sono molto stimolati e devono abituarsi di più a vivere un oggetto, un’opera d’arte.
Gli odori invece per me sono in relazione ai ricordi. Associo un profumo ad una scena di vita che ho vissuto. Ritengo che abbiamo perso un po’ la percezione di molte cose.

In questa tua scoperta, ricerca creativa, hai sottolineato un’ importanza dei ricordi…

Qualsiasi cosa è un ricordo. L’idea dell’oggetto in sé per sé si allaccia a un ricordo.
In questo momento sto ricordando uno dei miei primi lavori: una maschera antigas polacca, comprata ad un’asta.
Appena è arrivata ho voluto subito provarla, ma con stupore ho notato che era troppo piccola per il mio viso. Ricercando ho scoperto che era un maschera antigas che sarebbe dovuta essere utilizzata dai bambini nella seconda guerra mondiale in Polonia. Quindi c’è anche una storia da brivido dietro. In questo caso un oggetto può far provare anche paura e inquietudine perché racconta la sua storia, il suo vissuto.
Ogni oggetto ha un’anima, una vita che viene dimenticata. Tutte le cose hanno bisogno di rivivere. Tutti gli oggetti devono avere una seconda vita, ad ognuno bisogna dare una seconda chance.

Qualsiasi cosa ognuno abbia fatto nella propria vita, deve essergli concessa una seconda possibilità.
L’unico che non può avere una seconda possibilità è un mobile dell’ Ikea! Ha fatto la sua vita e ha una morte.

Ogni cosa, comprese le città che abitiamo o frequentiamo, sono già state utilizzate milioni di volte, da centinaia di persone. L’intero pianeta stesso è stato utilizzato e condiviso da miliardi di esseri umani.
Le nostre azioni sono accompagnate da sentimenti, finalità e atteggiamenti che ci svelano la realtà del nostro rapporto con le cose. Nell’ acquisto del “nuovo” prevalgono scelte e sensazioni imposte dal mercato, invece il “vecchio” è carico di senso, di affetti e di ricordi che non hanno prezzo.
Riciclare un oggetto per ridargli l’anima perduta è un gesto di grande amore e solidarietà, oltre che di creazione di una nuova entità vivente in cui il TEMPO ha un profumo diverso e in cui un oggetto può essere annusato, toccato e guardato con nuovi occhi, con le ombre del passato e con le luci del futuro.

Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)