Vi racconto una storia…

Ero una bambina curiosa, creativa e ribelle allo stesso tempo. Mi piaceva molto imparare cose che non sapevo, non collegate tra di loro. Ho studiato in ambiti differenti perché ho cambiato più scuole. Non mi sono accontentata di conoscere quello che gli altri volevano che conoscessi. Ho voluto ricercare perché sentivo che c’era molto altro.

Per me era una cosa naturale ma che nessuno mi aveva insegnato, le persone per questo pensavano che fossi una bambina particolare. Ho amato scrivere dall’età di 4 anni e mezzo e amavo connettermi con le energie della natura. Non mi sentivo in armonia nella società in cui vivevo e per questo motivo mi sono ritagliata il mio spazio di silenzio e anche di solitudine, in cui poter essere me stessa. Creando gli spazi e i momenti che mi facevano stare bene, uniti anche al benessere fisico e sportivo. Ho vissuto la mia vita allenandomi e praticando svariate tipologie di sport, insegnando anche nuoto, aquagym, pilates e attività sportive in sospensione aerea.

Già da quando ero piccola vivevo nel mio mondo incantato e spirituale in cui mi immergevo nel silenzio della mia stanza o in spiaggia, con momenti di meditazione, preghiera, cromoterapia, yoga e incensi.

Nel mio percorso di insegnamento ho impartito lezioni tecniche, ma ho ottenuto i risultati perché entravo in empatia con i miei clienti, ascoltandoli e comprendendo i loro bisogni. E’ sempre stata una grande emozione per me tramandare il mio sapere ad altre persone e aiutarle a raggiungere gli obiettivi desiderati.
Ho trascorso una parte della vita svolgendo svariati lavori, in ambiti molto diversi, fondamentalmente perché ero curiosa e volevo esplorare. Ho imparato davvero molte cose ma alcune volte ho permesso alla mia energia creativa di spegnersi.

A questo punto ho dovuto fare un intenso percorso su di me, pieno di conflitti e di momenti di sconforto, ma lo sport mi ha insegnato a non arrendermi e a raggiungere gli obiettivi, nonostante le innumerevoli difficoltà.
Tutto è cambiato quando ero in attesa di mio figlio José; ho dovuto così modificare totalmente la mia vita, le priorità, le prospettive, gli obiettivi e il mio modo di vedere le cose. Sentivo la necessità di focalizzarmi su di me, su di noi, per poter svolgere la mia missione di mamma nel migliore dei modi e per essere d’aiuto e nutrimento nella crescita di un essere vivente così importante come un figlio.

Ho ripreso così a studiare e ad investire tempo in molte attività creative ed artistiche che non svolgevo da anni, per paura di fallire o per paura del giudizio, come creare, giocare, colorare, arredare, scrivere e fare le cose con la leggerezza di un bambino. Mio figlio José è stato per me un grande insegnante, che con la sua energia è riuscito a cancellare le ombre per lasciare spazio alla luce. Mi sono così resa conto che potevo rendere reale quello che immaginavo, con la creatività, nutrendomi esclusivamente di ciò che mi faceva star bene e investendo il mio tempo nel realizzare i miei sogni.

Diventare coach è stato un passo naturale perché mi emoziona molto condividere e interagire, aiutando le persone ad utilizzare i giusti strumenti per acquisire consapevolezza del sé, in maniera semplice e creativa, per guardare il mondo con nuovi occhi.